
Un’autoclave da laboratorio deve permettere di gestire e documentare un processo ripetibile. Il confronto con una semplice pentola a pressione chiarisce un punto: raggiungere una temperatura non dimostra, da solo, che l’intero carico abbia ricevuto un trattamento adeguato
Liquidi, vetreria, materiali porosi e rifiuti di laboratorio possono richiedere programmi differenti. Volume, contenitori, chiusure e distribuzione del carico influenzano riscaldamento, penetrazione del vapore e raffreddamento. Prima di scegliere la capacità della camera occorre quindi descrivere che cosa verrà trattato
Il vuoto può essere utile per rimuovere l’aria da specifici carichi e favorire la penetrazione del vapore. La pressione di supporto può essere necessaria per particolari contenitori o cicli su liquidi. La filtrazione dell’aria espulsa va valutata rispetto al rischio biologico e alla configurazione del processo
Queste funzioni non sono requisiti indistinti di ogni applicazione: vanno selezionate e verificate con il costruttore sulla base del carico e dell’uso previsto
Valuta sensori, registrazione dei parametri, gestione degli allarmi e documentazione del ciclo. Le prove e i criteri di accettazione devono dimostrare l’idoneità del processo nelle condizioni definite, comprese le configurazioni di carico più impegnative
Le autoclavi ZIRBUS consentono di approfondire soluzioni da banco e di maggiore capacità, con opzioni legate al processo. Il primo passo è definire l’applicazione, non compilare un elenco di accessori
Indicaci materiale da trattare, volume per ciclo, contenitori, frequenza di utilizzo e requisiti di registrazione o qualifica. Contatta ACDM