
Per scegliere tra incubatore e workstation ipossica bisogna distinguere le condizioni di incubazione da quelle in cui le cellule vengono manipolate. Il tempo trascorso fuori dall’ambiente controllato può essere rilevante per il protocollo
Un incubatore a CO2 gestisce le condizioni previste dal modello per la coltura. Esistono anche configurazioni multigas con controllo dell’ossigeno: è quindi scorretto considerare tutti gli incubatori equivalenti o presumere che nessuno possa lavorare in ipossia
La cabina permette di valutare attività di manipolazione nell’atmosfera controllata, oltre all’eventuale incubazione. Accessi, passaggi materiali e spazio interno devono consentire di eseguire il protocollo e collocare le attrezzature compatibili
La continuità delle condizioni durante il lavoro è un criterio particolarmente importante quando si vuole limitare l’esposizione a un’atmosfera diversa da quella prevista
Indica concentrazione di ossigeno richiesta, CO2, temperatura, contenitori e durata delle operazioni. Valuta anche trasferimenti, frequenza delle aperture, possibilità di registrazione e necessità di filtrazione nella configurazione scelta
Una cabina più grande non è automaticamente più adatta: deve permettere di svolgere le attività previste con un’organizzazione interna praticabile
La scelta dipende dal protocollo e dai passaggi critici. In alcuni flussi serve soprattutto incubare; in altri è essenziale manipolare senza esporre le cellule all’ambiente del laboratorio. È questa distinzione a guidare il confronto
Descrivici cellule, atmosfera richiesta, operazioni e strumenti da utilizzare durante la manipolazione. Contatta ACDM