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 Come scegliere l’osmometro giusto per il laboratorio

Prima di acquistare un osmometro, guarda oltre la singola misura

La scelta che fai oggi influenzerà campioni, procedure e gestione dei dati nel breve e nel lungo termine

Leggi questa guida prima di decidere: è particolarmente importante se lavori nel settore farmaceutico e utile in ogni laboratorio che vuole risultati affidabili e un flusso di lavoro ben organizzato

Come scegliere l’osmometro giusto per il laboratorio: guida ACDM con OsmoTECH XT

I 6 controlli da fare prima della scelta

  1. Lavori nel farmaceutico? Parti dai livelli di accesso

    Come criterio di selezione, richiedi almeno 3 ruoli distinti: amministratore, supervisore e operatore, con account personali e permessi coerenti con le responsabilità

    Un ulteriore ruolo tecnico separato, se disponibile, può aiutare a gestire gli interventi di assistenza: deve avere autorizzazioni definite, accesso controllato e attività tracciabili

    Conta la gestione e la configurazione effettiva degli utenti, non soltanto il numero dei profili

  2. Verifica le tue matrici reali. Proteine, zuccheri, viscosità e concentrazione possono cambiare le esigenze di preparazione e misura. Valuta compatibilità, intervallo di osmolalità e volume disponibile sul campione che analizzerai davvero
  3. Segui il dato, dal campione all’archivio. Controlla identificazione, registrazione, revisione, esportazione, backup e recupero dei risultati. Il dato deve rimanere associato al campione e alle informazioni necessarie per interpretarlo
  4. Metti la data integrity tra i criteri iniziali. Verifica gestione degli utenti, audit trail e, quando richieste, firme elettroniche. Configurazione, procedure e qualifica devono sostenere l’integrità dei dati per tutto il loro ciclo di vita
  5. Prova la semplicità d’uso nel lavoro quotidiano. Valuta caricamento, pulizia, gestione di urgenze, errori e ripetizioni: uno strumento deve essere pratico anche quando il flusso non segue la sequenza ideale
  6. Chiedi se il collegamento può essere bidirezionale. Approfondisci lo scambio di identificativi, richieste di analisi e risultati con LIMS, ELN o altri sistemi. Verifica sul modello scelto le funzioni supportate, le interfacce e l’integrazione effettivamente realizzabile nel tuo laboratorio

Continua la lettura per approfondire i criteri e le buone pratiche di scelta dell’osmometro, nel farmaceutico e negli altri settori

Cosa misura realmente un osmometro

L’osmolalità rappresenta la concentrazione totale delle particelle osmoticamente attive presenti in un chilogrammo di solvente ed è normalmente espressa in mOsm/kg H₂O

Gli osmometri della gamma OsmoTECH utilizzano il principio dell’abbassamento del punto di congelamento

Lo strumento misura l’effetto complessivo delle particelle presenti nella soluzione; non identifica i singoli componenti e non sostituisce un’analisi compositiva

La misura può però offrire un’indicazione sensibile sulla concentrazione complessiva della matrice e aiutare a verificare terreni di coltura, buffer, formulazioni, eccipienti e diverse fasi del processo produttivo

La matrice viene prima dell’intervallo di misura

Due campioni con la stessa osmolalità possono presentare difficoltà operative differenti

Viscosità, proteine, zuccheri, eccipienti e altri componenti possono influenzare il pipettaggio, la formazione della goccia, la pulizia e la ripetibilità della preparazione

Per questo non è sufficiente chiedere fino a quale valore possa misurare lo strumento

Bisogna verificare se il sistema è compatibile con la matrice che deve essere realmente analizzata

Per campioni acquosi e un numero contenuto di analisi può essere valutato OsmoTECH, un micro-osmometro a campione singolo

OsmoTECH richiede un volume di 20 µL, misura nell’intervallo compreso tra 0 e 2.000 mOsm/kg H₂O e ha un tempo di analisi tipico di 90 secondi

Micro-osmometro OsmoTECH per l’analisi a campione singolo mediante abbassamento del punto di congelamento
OsmoTECHOsmoTECH per l’analisi di un campione alla volta con un volume di 20 µL.Fonte immagine e dati: Nova Biomedical — OsmoTECH

Quando la matrice richiede un intervallo più esteso

Per soluzioni concentrate, viscose oppure caratterizzate da quantità elevate di proteine e zuccheri può essere necessario approfondire la compatibilità della matrice e il campo operativo richiesto

OsmoTECH XT misura nell’intervallo compreso tra 0 e 4.000 mOsm/kg H₂O e richiede un volume di 20 µL

Questo modello è indicato per matrici complesse e viscose, comprese soluzioni ad alta concentrazione di proteine e zuccheri

La scelta richiede una valutazione applicativa: vanno considerate la composizione della matrice, la viscosità e la modalità di preparazione

Micro-osmometro OsmoTECH XT per campioni complessi, viscosi e ad alta concentrazione
OsmoTECH XTOsmoTECH XT per matrici complesse e misure fino a 4.000 mOsm/kg H₂O.Fonte immagine e dati: Nova Biomedical — OsmoTECH XT

Il volume nominale non racconta tutto

Quando il campione è difficile da ottenere oppure disponibile in quantità limitata, pochi microlitri possono fare una differenza significativa

Il volume richiesto per la singola misura deve essere valutato insieme al volume necessario per eventuali repliche, alle perdite durante il trasferimento, al volume morto del contenitore e alla possibilità di dover ripetere l’analisi

Con campioni viscosi diventano importanti anche la pipetta, il puntale utilizzato, la velocità di aspirazione e la tecnica dell’operatore

Uno strumento che richiede un volume ridotto è vantaggioso soltanto quando il processo permette di prelevare quel volume in modo accurato e ripetibile

Non conta soltanto il numero di campioni

Dire di processare trenta campioni al giorno non è ancora sufficiente per stabilire il livello di automazione necessario

Trenta campioni possono arrivare tutti insieme, essere distribuiti lungo la giornata oppure presentarsi in gruppi legati a fasi produttive differenti

Il laboratorio deve quindi valutare:

  • numero complessivo di analisi
  • distribuzione dei campioni durante la giornata
  • urgenza dei risultati
  • necessità di eseguire repliche
  • possibilità di interrompere una sequenza
  • tempo richiesto all’operatore
  • modalità di identificazione dei campioni

Quando i campioni vengono analizzati in serie, ma sono gestiti in coppette separate, può essere approfondito OsmoTECH PRO

OsmoTECH PRO offre una capacità di 20 posizioni, richiede 30 µL per campione e misura nell’intervallo compreso tra 0 e 2.000 mOsm/kg H₂O. Il tempo tipico per completare 20 campioni è di circa 40 minuti

Osmometro OsmoTECH PRO con carosello multicampione da 20 posizioni
OsmoTECH PROOsmoTECH PRO con carosello per l’analisi automatizzata di serie fino a 20 campioni.Fonte immagine e dati: Nova Biomedical — OsmoTECH PRO

Quando il flusso di lavoro utilizza micropiastre

Se i campioni sono già organizzati su micropiastra, il confronto non riguarda soltanto la velocità del singolo test

Diventano rilevanti il caricamento delle piastre, la gestione delle mappe, la protezione dall’evaporazione, la pulizia automatica e lo scambio dei dati con gli altri sistemi presenti nel laboratorio

OsmoTECH HT utilizza due piastre da 96 pozzetti e permette di caricare fino a 192 test

OsmoTECH HT richiede 40 µL per test, misura nell’intervallo compreso tra 0 e 2.000 mOsm/kg H₂O e ha un tempo di analisi di 140 secondi per campione

Il sistema deve essere valutato quando il laboratorio necessita di automazione, tracciabilità e integrazione con flussi basati su micropiastra

Osmometro automatico OsmoTECH HT con vano per due micropiastre da 96 pozzetti
OsmoTECH HTOsmoTECH HT per l’analisi automatizzata di campioni organizzati su micropiastra.Fonte immagine e dati: Nova Biomedical — OsmoTECH HT

Automazione significa anche gestire le eccezioni

Un sistema automatico non dovrebbe essere valutato soltanto nelle condizioni ideali

È utile verificare come vengono gestiti:

  • campioni urgenti
  • risultati fuori intervallo
  • repliche e ripetizioni
  • volumi insufficienti
  • interruzioni della sequenza
  • identificazioni non corrette
  • pulizia tra campioni differenti
  • recupero delle informazioni dopo un’interruzione

La produttività nominale indica quanti test possono essere processati; la produttività reale dipende anche dal modo in cui lo strumento gestisce tutto ciò che non segue la sequenza prevista

Anche il percorso del dato fa parte della misura

Un risultato analiticamente corretto può perdere valore se viene attribuito al campione sbagliato, trascritto manualmente oppure archiviato senza le informazioni necessarie

Prima della scelta valutiamo anche:

  • identificazione tramite codice a barre
  • gestione degli utenti e dei livelli di accesso
  • audit trail
  • firme elettroniche
  • possibilità di aggiungere commenti ai risultati
  • esportazione in PDF e CSV
  • collegamento con LIMS, ELN o middleware
  • procedure di backup
  • requisiti collegati a GMP, 21 CFR Part 11 ed EU Annex 11

Diversi modelli OsmoTECH integrano funzioni dedicate all’integrità dei dati, alla gestione degli accessi e allo scambio bidirezionale delle informazioni

La disponibilità delle singole funzioni deve essere verificata sul modello scelto; la presenza di una funzione tecnica non rende automaticamente conforme l’intero processo, che dipende anche da configurazione, procedure, qualifica e utilizzo dello strumento

Un primo orientamento tra le configurazioni

In termini generali:

  • OsmoTECH può essere valutato per quantità contenute e analisi di un campione alla volta
  • OsmoTECH XT può essere approfondito per matrici complesse, campioni viscosi e misure fino a 4.000 mOsm/kg H₂O
  • OsmoTECH PRO può essere considerato per serie fino a 20 campioni gestite in coppette
  • OsmoTECH HT è rivolto a flussi automatizzati basati su micropiastre da 96 pozzetti

Questa distinzione aiuta a restringere la scelta, ma non sostituisce la valutazione della matrice, del flusso operativo e dei requisiti documentali

Consulta anche la gamma di osmometri ACDM

Descrivici la tua applicazione

Se stai valutando un osmometro, puoi scriverci indicando:

  • tipologia e composizione generale del campione
  • intervallo di osmolalità previsto
  • volume disponibile per ogni misura
  • numero di campioni giornalieri
  • modalità con cui arrivano i campioni
  • necessità di automazione
  • requisiti di tracciabilità e gestione dei dati

Partendo da queste informazioni possiamo aiutarti a identificare la configurazione da approfondire ed evitare un confronto basato soltanto sul numero di funzioni disponibili

Richiedi informazioni ad ACDM

info.acdm@ademorigroup.it

Descrivici la tua applicazione

Nel tuo laboratorio pesa maggiormente il volume disponibile, il numero di campioni oppure la gestione dei dati?

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